Per la festa della mamma quest'anno ho ricevuto ben due regali.
Ecco il primo che il mio cucciolo ha fatto al nido:
Un cuore di pasta di sale con l'impronta della sua manina destra (altro che impronta digitale!!!) ed il suo nome.
E poi c'è quello che ha creato il papà...
Un vaso con un bellissimo tulipano, il mio fiore preferito, di pannolenci su un cartoncino azzurro.
Non sono bellissimi?!?!?
Auguri a tutte le mamme ed ai loro bambini grazie ai quali vivono il bellissimo dono della maternità.
E tanti auguri alla MIA mamma.
domenica 12 maggio 2013
venerdì 10 maggio 2013
La festa delle rose all'asilo
All'asilo per la festa della rosa (nome alternativo della festa della mamma), in cui abbiamo terminato il nostro ArtBook BAF, ho visto Gabriele nel suo altro mondo e sono rimasta meravigliata alle scene a cui ho assistito e dai racconti delle educatrici.
Scena 1: due bambine giocano con un grande barattolo di latta e dal foro praticato sul coperchio infilano dei tappi di omogeneizzato (bel gioco da creare in casa), Gabriele si avvicina, prende il barattolo e lo porta via per giocare da solo.
E' un prepotente?
Scena 2: D. un altro bimbo dell'asilo si avvicina a lui per giocare insieme (le educatrici mi dicono che D. cerca sempre Gabriele) prendendo un tappo, Gabriele lo strattona allontanandolo con una mano sulla spalla. Lo riprendo e l'educatrice mi dice che è da un pò di giorni che Gabriele inizia a difendersi.
E' un violento?
Scena 3: ancora D. che ora è vicino al porcospino BAF incuriosito dell'oggetto. Gabriele si avvicina da dietro, gli prende le orecchie con entrambe le mani, inizia a girarle (come fa con me!!!) e avvicina la testa di D. come per mo te do na capocciata allora intervengo dolcemente no a mamma, fai caro a D., dai il bacino e lui.. con una mano accarezza l'orecchio di D. e si avvicina alla sua testa dandogli un bacio. E' dottor jekyll o mister hyde?
E' stato fantastico starare insieme a lui nel suo altro mondo dove io mamma sono esclusa e mi rammarico per tutte le cose che sto perdendo...
Scena 1: due bambine giocano con un grande barattolo di latta e dal foro praticato sul coperchio infilano dei tappi di omogeneizzato (bel gioco da creare in casa), Gabriele si avvicina, prende il barattolo e lo porta via per giocare da solo.
E' un prepotente?
Scena 2: D. un altro bimbo dell'asilo si avvicina a lui per giocare insieme (le educatrici mi dicono che D. cerca sempre Gabriele) prendendo un tappo, Gabriele lo strattona allontanandolo con una mano sulla spalla. Lo riprendo e l'educatrice mi dice che è da un pò di giorni che Gabriele inizia a difendersi.
E' un violento?
Scena 3: ancora D. che ora è vicino al porcospino BAF incuriosito dell'oggetto. Gabriele si avvicina da dietro, gli prende le orecchie con entrambe le mani, inizia a girarle (come fa con me!!!) e avvicina la testa di D. come per mo te do na capocciata allora intervengo dolcemente no a mamma, fai caro a D., dai il bacino e lui.. con una mano accarezza l'orecchio di D. e si avvicina alla sua testa dandogli un bacio. E' dottor jekyll o mister hyde?
E' stato fantastico starare insieme a lui nel suo altro mondo dove io mamma sono esclusa e mi rammarico per tutte le cose che sto perdendo...
ArtBook e il porcospino BAF
Per il progetto ArtBook, proposto all'asilo di Gabriele e iniziato con la festa di carnevale, sono lieta di presentarvi il porcospino BAF!
Materiale:
- giornalino fumetti (preso a casa di un cuginetto)
- cartoncino (riciclato da una confezioni di body)
- stuzzicadenti per spiedini (li avevamo in casa)
- mollettine di legno (riciclo di pacchi regalo/bomboniere)
- colla vinilica, forbici e pennarello nero
Il porcospino portacarte si realizza ripiegando una ad una le pagine del giornalino, gli occhi sono stati creati con un cartoncino bianco utilizzato anche per la base. Completato è stato arricchito di mollettine, montate su stuzzicadenti da cucina, per diventare anche portafoto :)
Il tema su cui siamo stati chiamati ad esprimere la nostra creatività è Il rapporto Bambino Futuro e Ambiente (da qui il nome BAF anche se avrei dovuto chiamarlo BFA :S).
Mentre è chiaro il significato della parola Bambino e Futuro, ho indagato sul significato della parola Ambiente. Il termine italiano Ambiente deriva dal latino ambiens, -entis, participio presente del verbo ambire, che significa andare intorno, circondare. Il prefisso amb-, simile al greco amphi, indica un percorso circolare: tutt’intorno, in tondo, da ambo i lati.
In ecologia si definisce ambiente l’insieme dei fattori esterni a un organismo che ne influenzano la vita. In senso più ampio, il termine viene anche inteso come il complesso degli elementi naturali (la flora, la fauna, il paesaggio) e delle risorse che circondano un determinato organismo e, in particolare, gli esseri umani.
Il porcospino richiama l’idea di circolarità dell'ambiente e del suo rispetto con il riuso e riciclo del materiale con cui è stato realizzato. Il bambino è il mio piccolo Gabriele fotografato nei due ambienti a lui più familiari: la sua casa e l'asilo. Il futuro è rappresentato con un immagine di pale eoliche perché credo che le energie rinnovabili sono fondamentali per uno sviluppo sostenibile.
martedì 7 maggio 2013
Chicche di quotidianità - La chitarra
Insieme nella stanzetta per un pò di gioco con Gabriele. Papà prende la chitarra, la agita per tirar fuori tutto quello che Gabriele ha messo nella cassa armonica e poi inizia ad accordarla. Ovviamente Gabriele si fionda vicino a lui ed io sento Dai a papà, se dici plettro domani non ti mando a scuola!
All'udire queste parole non ho potuto fare a meno di ridere perché Gabriele ha ancora un vocabolario ridottissimo (per lui acqua è ancora A) e dirigermi silenziosa alla stanza:
Cosa cantano? I due liocorni, ovviamente!
martedì 23 aprile 2013
Super nonna!
Gabriele ha una super nonna e quindi io ho una super mamma...
E' super perché forte e decisa
E' super perché altruista e caritatevole
E' super perché ha una soluzione per tutto ed è sempre a portata di mano
E' super perché sempre presente con discrezione
E' super perché ha cresciuto me, mio fratello e mia sorella, con amore e sacrificio (questo lo dico io ora che sono mamma)
E' super perché per lei i figli sono tutti uguali (anche noi figlie diciamo che il figlio maschio è più uguale)
E' super perché ha una pelle liscia come una pesca e compra le creme antirughe anche per me
E' super perché alta 1 metro e 43 cm e questo non le ha mai impedito di fare qualcosa (sue parole!)
E' super perché sa sempre come cavarsela in ogni situazione
E' super perché è un'ottima cuoca (e mi ha insegnato a fare la pastiera più buona di Napoli, a detta di molti romani)
E' super perché mi aiuta come può anche se abita lontano da me
E' super perché corre qui a Roma quando Gabriele sta male e Maurizio ed io non possiamo assentarci da lavoro. La tarantella in genere è questa: mi chiamano da scuola perché Gabriele ha la congiuntivite, o il cagotto,o il vomito, o la febbre e vado subito a prenderlo (e mi complimento con se stessa per la giusta scelta del nido vicino all'ufficio) e nel frattempo chiamo la nonna che mi dice fammi sapere. Quel fammi sapere si traduce poi in organizzare nonno e terzogenita a Napoli, preparare la valigetta e prendere il treno per arrivare in serata Roma
E' super perché riesce a star dietro ad un birbante di 19 mesi che quando non la vede riconosce le sue pantofole bianche e dice nonna e quando lei entra dalla porta l'abbraccia forte forte
E' super perchè gioca a nascondino e acchiapparella con Gabriele
E' super perché non le ho mai sentito dire sono stanca
E' super perché ha 68 anni e riesce a fare tutto questo
Ti voglio bene mamma. Spero di diventare mamma un pò come te.
E' super perché forte e decisa
E' super perché altruista e caritatevole
E' super perché ha una soluzione per tutto ed è sempre a portata di mano
E' super perché sempre presente con discrezione
E' super perché ha cresciuto me, mio fratello e mia sorella, con amore e sacrificio (questo lo dico io ora che sono mamma)
E' super perché per lei i figli sono tutti uguali (anche noi figlie diciamo che il figlio maschio è più uguale)
E' super perché ha una pelle liscia come una pesca e compra le creme antirughe anche per me
E' super perché alta 1 metro e 43 cm e questo non le ha mai impedito di fare qualcosa (sue parole!)
E' super perché sa sempre come cavarsela in ogni situazione
E' super perché è un'ottima cuoca (e mi ha insegnato a fare la pastiera più buona di Napoli, a detta di molti romani)
E' super perché mi aiuta come può anche se abita lontano da me
E' super perché corre qui a Roma quando Gabriele sta male e Maurizio ed io non possiamo assentarci da lavoro. La tarantella in genere è questa: mi chiamano da scuola perché Gabriele ha la congiuntivite, o il cagotto,o il vomito, o la febbre e vado subito a prenderlo (e mi complimento con se stessa per la giusta scelta del nido vicino all'ufficio) e nel frattempo chiamo la nonna che mi dice fammi sapere. Quel fammi sapere si traduce poi in organizzare nonno e terzogenita a Napoli, preparare la valigetta e prendere il treno per arrivare in serata Roma
E' super perché riesce a star dietro ad un birbante di 19 mesi che quando non la vede riconosce le sue pantofole bianche e dice nonna e quando lei entra dalla porta l'abbraccia forte forte
E' super perchè gioca a nascondino e acchiapparella con Gabriele
E' super perché non le ho mai sentito dire sono stanca
E' super perché ha 68 anni e riesce a fare tutto questo
Ti voglio bene mamma. Spero di diventare mamma un pò come te.
mercoledì 10 aprile 2013
Una giornata strana
Sarà stata la notte insonne o la preoccupazione per lo stato di salute del piccolo ma ieri la mamma era proprio strana e riflettendo oggi su come si è comportata direi che è stata proprio pessima.
La giornata di ieri è iniziata benino alle 7 circa. Il piccolo che si è lamentato tutta la notte sfociando talvolta in pianti improvvisi, sembra stare bene dopo l'antinfiammatorio. Mamma chiama il pediatra e spiega la situazione dell'orecchio completamente invaso da siero ambrato ed il pediatra chiede di vederlo nella mattina stessa. Allora ci siamo vestiti, abbiamo giocato, e non abbiamo dormito, mamma ha fatto qualche pulizia (o meglio ha cercato di fare ma il risultato è stato creare più confusione), abbiamo pranzato e poi siamo usciti per andare dal nostro pediatra. Ore 12:30. Per strada il piccolo si è addormentato ma mamma l'ha dovuto svegliare dopo 15 minuti perché è il nostro turno. Diagnosi: otite sierosa sinistra. Cura: antinfiammatorio per tre giorni. Ore 13:15. Sulla via del ritorno ci siamo fermati al supermercato per fare un pò di spesa e poi siamo rientrati a casa. Ore 14. Mamma prepara il piccolo per il sonnellino pomeridiano, gli toglie le scarpine, gli canta una canzoncina mentre lo porta in stanza e lo poggia nella culla. Iniziano pianti ed urla, Gabriele non ne vuole sapere di dormire. Allora mamma si poggia sul letto accanto a lui per farlo calmare ma lui nulla, la, la, la continua a fare e con l'indice indica il lettone. Mamma lo prende e lo porta a se ma lui continua ad agitarsi, a piagnucolare e dimenarsi e ora con ambè dice che vuole vedere il video di The Lion Sleeps Tonight (ambè=A-weema-weh). Mamma lo poggia nuovamente nella culla per prende il tablet e lui inizia un pianto isterico e quando lei gli porge il tablet con il video già iniziato il piccolo lo prende, si alza in piedi e lo scaraventa già dal lettino. Ore 14:30. Mamma ora è un pò adirata, gli urla qualcosa che lo fa piangere ancora più insistentemente e va via in cucina a mangiare una frittata gelata che ha preparato (fortunatamente) prima di andare dal pediatra. Il piccolo intanto continua a piangere ma lei sembra non curarsi di questa cosa e rassetta casa cercando di fare ordine tra la confusione che aveva creato la mattina ma anche per non sentire poi del tutto sprecato il giorno di ferie che ha dovuto prendere in ufficio. Nel frattempo pensa, cerca e trova la soluzione per i giorni a seguire in cui il piccolo deve rimanere a casa: la zia E. corre da Napoli in nostro soccorso. GRAZIE ZIA E.!!! Ore 14:50. Gabriele continua a piangere e poiché lei non ce la fa più a sentirlo va a prenderlo, gli fa due coccole per il senso di colpa e gli mette le scarpine. Gabriele non ha mai avuto voglia di dormire ed è ora tranquillo che gironzola per casa. Giocano insieme sul divano al puzzle di legno, alla torre di cubi, leggono un libro. Più volte lei cerca di tenerlo in braccio cullandolo ma lui si dimena e scende. Ore 16:30. Il papà invia un messaggio per dire che sta arrivando, mamma è felice, Gabriele sbadiglia, sbadiglia, sbadiglia. Fa gnnn (verso del maiale) e mamma accende la televisione per vedere Peppa Pig (10 minuti li possiamo concedere!) allora lui siede accanto a lei che lo abbraccia sul divano e pian piano crolla in un sonno tanto profondo che inizia a russare... Anche mamma si lascia andare e dome insieme a lui ma solo per poco perché poi papà apre la porta e lei è tanto felice di vederlo. Ore 17:15. Gabriele viene portato da papà nella culla e mamma racconta la strana giornata e del suo cattivo modo di comportarsi.
Morale della favola (che tanto favola non è)
Non ho capito che Gabriele forse piangeva perché era insofferente per il suo orecchio anche se aveva preso l'antidolorifico.
Non ho capito che Gabriele andava trattato con dolcezza e coccolato invece di urlagli e mettermi contro. Non ho capito che se anche Gabriele piangeva per capriccio e per farmi dispetto io avrei dovuto assecondarlo perché ero a casa per prendermi cura di lui.
In definitiva non sono stata capace di avere pazienza in condizioni di estrema stanchezza e devo educarmi affinché questo non avvenga più.
Ti amo mio piccolo cucciolo.
La giornata di ieri è iniziata benino alle 7 circa. Il piccolo che si è lamentato tutta la notte sfociando talvolta in pianti improvvisi, sembra stare bene dopo l'antinfiammatorio. Mamma chiama il pediatra e spiega la situazione dell'orecchio completamente invaso da siero ambrato ed il pediatra chiede di vederlo nella mattina stessa. Allora ci siamo vestiti, abbiamo giocato, e non abbiamo dormito, mamma ha fatto qualche pulizia (o meglio ha cercato di fare ma il risultato è stato creare più confusione), abbiamo pranzato e poi siamo usciti per andare dal nostro pediatra. Ore 12:30. Per strada il piccolo si è addormentato ma mamma l'ha dovuto svegliare dopo 15 minuti perché è il nostro turno. Diagnosi: otite sierosa sinistra. Cura: antinfiammatorio per tre giorni. Ore 13:15. Sulla via del ritorno ci siamo fermati al supermercato per fare un pò di spesa e poi siamo rientrati a casa. Ore 14. Mamma prepara il piccolo per il sonnellino pomeridiano, gli toglie le scarpine, gli canta una canzoncina mentre lo porta in stanza e lo poggia nella culla. Iniziano pianti ed urla, Gabriele non ne vuole sapere di dormire. Allora mamma si poggia sul letto accanto a lui per farlo calmare ma lui nulla, la, la, la continua a fare e con l'indice indica il lettone. Mamma lo prende e lo porta a se ma lui continua ad agitarsi, a piagnucolare e dimenarsi e ora con ambè dice che vuole vedere il video di The Lion Sleeps Tonight (ambè=A-weema-weh). Mamma lo poggia nuovamente nella culla per prende il tablet e lui inizia un pianto isterico e quando lei gli porge il tablet con il video già iniziato il piccolo lo prende, si alza in piedi e lo scaraventa già dal lettino. Ore 14:30. Mamma ora è un pò adirata, gli urla qualcosa che lo fa piangere ancora più insistentemente e va via in cucina a mangiare una frittata gelata che ha preparato (fortunatamente) prima di andare dal pediatra. Il piccolo intanto continua a piangere ma lei sembra non curarsi di questa cosa e rassetta casa cercando di fare ordine tra la confusione che aveva creato la mattina ma anche per non sentire poi del tutto sprecato il giorno di ferie che ha dovuto prendere in ufficio. Nel frattempo pensa, cerca e trova la soluzione per i giorni a seguire in cui il piccolo deve rimanere a casa: la zia E. corre da Napoli in nostro soccorso. GRAZIE ZIA E.!!! Ore 14:50. Gabriele continua a piangere e poiché lei non ce la fa più a sentirlo va a prenderlo, gli fa due coccole per il senso di colpa e gli mette le scarpine. Gabriele non ha mai avuto voglia di dormire ed è ora tranquillo che gironzola per casa. Giocano insieme sul divano al puzzle di legno, alla torre di cubi, leggono un libro. Più volte lei cerca di tenerlo in braccio cullandolo ma lui si dimena e scende. Ore 16:30. Il papà invia un messaggio per dire che sta arrivando, mamma è felice, Gabriele sbadiglia, sbadiglia, sbadiglia. Fa gnnn (verso del maiale) e mamma accende la televisione per vedere Peppa Pig (10 minuti li possiamo concedere!) allora lui siede accanto a lei che lo abbraccia sul divano e pian piano crolla in un sonno tanto profondo che inizia a russare... Anche mamma si lascia andare e dome insieme a lui ma solo per poco perché poi papà apre la porta e lei è tanto felice di vederlo. Ore 17:15. Gabriele viene portato da papà nella culla e mamma racconta la strana giornata e del suo cattivo modo di comportarsi.
Morale della favola (che tanto favola non è)
Non ho capito che Gabriele forse piangeva perché era insofferente per il suo orecchio anche se aveva preso l'antidolorifico.
Non ho capito che Gabriele andava trattato con dolcezza e coccolato invece di urlagli e mettermi contro. Non ho capito che se anche Gabriele piangeva per capriccio e per farmi dispetto io avrei dovuto assecondarlo perché ero a casa per prendermi cura di lui.
In definitiva non sono stata capace di avere pazienza in condizioni di estrema stanchezza e devo educarmi affinché questo non avvenga più.
Ti amo mio piccolo cucciolo.
martedì 19 marzo 2013
Il papà in un barattolo
Per la festa del papà ho voluto che Gabriele preparasse un lavoretto tutto fatto con le sue mani. Poichè ha 18 mesi e ancora non maneggiare colla e colori, ho girato un pò per trovare un qualcosa di carino che potesse fare in assoluta autonomia.
Ed ecco cosa ho trovato sul blog di Mammafelice presa da un'dea di Apartment Therapy.
L'dea mi è subito piaciuta perché Gabriele adora barattoli e bottiglie, gli piace mettere e togliere il copericho e inserire degli oggetti all'interno per poi agitarli e sentire il suono. Li usiamo spesso come diversivo quando mangia perché è pigro e svogliato e diciamo che il cibo è l'ultimo dei suoi pensieri. Poiché è magrolino, il papà ed io, facciamo di tutto pur di farlo mangiare e a fine pasto, solo quando ha mangiato tutto, ma proprio tutto, gli cantiamo bravo bravissimo e lui contento canta con noi baaaaa baaaaa battendo anche le mani.
Ma ritorniamo al portafoto che abbiamo creato, ecco cosa ha fatto Gabriele passo dopo passo:
Tanti auguri al nostro super papà!!!
Ed ecco cosa ho trovato sul blog di Mammafelice presa da un'dea di Apartment Therapy.
L'dea mi è subito piaciuta perché Gabriele adora barattoli e bottiglie, gli piace mettere e togliere il copericho e inserire degli oggetti all'interno per poi agitarli e sentire il suono. Li usiamo spesso come diversivo quando mangia perché è pigro e svogliato e diciamo che il cibo è l'ultimo dei suoi pensieri. Poiché è magrolino, il papà ed io, facciamo di tutto pur di farlo mangiare e a fine pasto, solo quando ha mangiato tutto, ma proprio tutto, gli cantiamo bravo bravissimo e lui contento canta con noi baaaaa baaaaa battendo anche le mani.
Ma ritorniamo al portafoto che abbiamo creato, ecco cosa ha fatto Gabriele passo dopo passo:
| prende la foto |
| la infila nel barattolo |
| mette il tappo |
| chiude bene |
| ed ecco che il gioco è fatto! |
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